ROSETO VALFORTORE – Sul piroscafo Utòpia, nell’ultimo viaggio compiuto dall’imbarcazione nel 1891, c’erano 800 passeggeri, in gran parte italiani del Sud diretti negli Stati Uniti. Non sapevano che ad attenderli lungo il percorso, nella Baia di Gibilterra, c’era la morte. In un tragico naufragio, Utòpia affondò e il mare inghiottì la vita e le speranze di 565 persone: tra queste c’erano 8 cittadini di Roseto Valfortore e 18 di Faeto. A raccontare quella vicenda, a tramandarne il ricordo fino ai nostri tempi, ci pensarono i sopravvissuti alla sciagura: del gruppo di rosetani, 12 persone complessivamente, si salvarono in 4. Venerdì 25 luglio, durante la “Festa dell’Accoglienza” dedicata a tutti gli emigranti di Capitanata, Roseto Valfortore ricorderà le vittime del naufragio. Alle 17, in piazza Anfiteatro, si terrà il convegno “Utòpia e realtà dell’Utopìa”, un gioco di accenti che sta a significare proprio la distanza spesso incolmabile tra realtà e aspirazioni, il dolore del sacrificio di milioni di persone che, nell’arco di più secoli e ancora ai giorni nostri, sono state costrette ad abbandonare terra e affetti per il miraggio o il progetto poi concretizzato di una vita diversa. Il convegno sarà aperto dai saluti del sindaco di Roseto Valfortore, Lucilla Parisi e proseguirà con gli interventi di Antonio Marella, primo cittadino di Faeto e di padre Mario Villani, responsabile della Diocesi di Foggia per il progetto Festa dell’Accoglienza. Parteciperanno all’incontro l’assessore alla Solidarietà della Regione Puglia, Elena Gentile; il responsabile del settore Politiche Migratorie della Regione Puglia, Angelo Di Summa e i sindaci di Alberona, Biccari, Castelluccio Valmaggiore, Deliceto e Orsara di Puglia. Alle 18, la Santa Messa in suffragio delle persone che persero la vita nel disastro della Baia di Gibilterra. Alle 19.30, lo spettacolo musicale e folcloristico della scuola elementare di Deliceto. Durante “La giornata dell’Accoglienza” sarà presentato “Souvenir, un secolo di storia”, volume che racchiude 100 anni di vicende rosetane attraverso splendide fotografie. Alle 20.30, l’accoglienza degli emigranti nella sala consiliare del Comune di Roseto Valfortore e la consegna di una targa a Ferdinando De Matthaeis, emigrante di origini alberonesi. Alle 21.30, l’anfiteatro ospiterà il concerto del soprano Daniela Di Pippo e del pianista Luca Borini. Ingresso libero per lo spettacolo.
IL PROGETTO “FESTA DELL’ACCOGLIENZA”
Sono 7 i paesi dei Monti Dauni che lavorano sinergicamente al progetto “Festa dell’Accoglienza”: Alberona, Biccari, Castelluccio dei Sauri, Deliceto, Faeto, Orsara di Puglia e Roseto Valfortore. Questi paesi, tra le tante cose che hanno in comune, annoverano anche una storia fatta di emigrazione. Una delle mete preferite, tra le famiglie di quei paesi andate all’estero a cercar fortuna, è il Canada. I cinque comuni dauni hanno deciso di rinsaldare i legami con le comunità italiane residenti nelle città canadesi. Nel progetto, rientrano gli scambi culturali, formativi e commerciali che coinvolgeranno soprattutto i giovani: da una parte, i ragazzi dei centri appenninici che aderiscono al progetto potranno usufruire di soggiorni al di là dell’Atlantico per studiare, imparare una lingua diversa e partecipare a stage di lavoro; dall’altra, i figli dei nostri emigranti – che spesso hanno soltanto sentito parlare dei paesi natii di genitori e nonni – potranno venire in Italia per conoscere la Capitanata e imparare l’italiano. . Nel 2006 - quando all’iniziativa parteciparono soltanto Orsara, Deliceto e Roseto – la Regione stanziò 18mila euro per il progetto. Le delegazioni dei tre comuni, nel novembre 2006, sono state a Toronto dove hanno riallacciato i contatti con le loro comunità di emigranti e avviato la realizzazioni di progetti di collaborazione con gli italo-canadesi. I tre comuni hanno avuto modo di promuovere i loro prodotti in un affollato work shop durante una cerimonia d’accoglienza con oltre 400 persone in rappresentanza delle comunità italiane e delle istituzioni di Toronto. In quella occasione, è stato premiato Filippo Antonio Zita, cittadino canadese di origini rosetane che ha lavorato nel gruppo di scienziati capaci di inventare il bancomat, una delle tecnologie che ha cambiato l’approccio al denaro per milioni di persone in tutto il mondo.